IL MUFLONE

CHE COS’E’ IL MUFLONE 

Il muflone è un animale che appartiene al superordine degli ungulati e più specificatamente alla famiglia dei bovidi. La sua sottofamiglia è quella dei caprini e anche per questo motivo il suo genere di appartenenza è quello degli ovis ed in particolare la specie viene definita con il nome di “ovis aries musimon”.

il mufloneTutte le catalogazioni precedentemente segnalate portano questo mammifero ad essere annoverato nell’ordine degli artiodattili e nel sottordine dei ruminanti. Infatti il muflone possiede delle caratteristiche fisiche ben specifiche come la parte terminale delle dita ricoperte da delle forti e consistenti unghie che gli permettono in tal modo di mantenere una migliore aderenza e presa su terreni maggiormente rocciosi. Inoltre la particolare conformazione delle zampe con due dita, il terzo e il quarto, che sorreggono interamente il peso non indifferente dell’animale e il secondo e il quinto che non poggiano a terra, risultando in questo modo, utili solamente durante delle particolari situazioni nelle quali, a volte, l’animale può trovarsi pascolando su terreni particolarmente accidentati.

Quali sono le dimensioni

Le dimensioni tipiche di questo mammifero sono di circa 130 cm di lunghezza e di 75 cm misurati al garrese per un peso che può variare dai 25 kg della femmina fino ad arrivare ai 40 kg che si possono ottenere nei maschi adulti. Dal punto di vista esteriore questo animale si presenta con un pelo molto ispido dal colore rossiccio d’estate, mentre d’inverno si trasforma in un colore marrone molto scuro con delle volte una specie di sella bianca, presente però solamente negli esemplari maschi. Il mantello rimane durante tutto l’arco dell’anno molto fitto e con una lunghezza standard sempre di intensità media.

muflone maschio
muflone maschio

Negli esemplari di sesso maschile risulta evidente l’esistenza di una criniera di colore nero dalla lunghezza mai superiore ai 10 cm. Essa aumenta di dimensioni e lunghezza con l’avanzare del tempo.

La differenza tra gli esemplari di sesso maschile da quelli di sesso femminile, oltre alle dimensioni, che sono abbondantemente diverse, è data dalla presenza nei maschi di due importanti corna ossee molto resistenti e permanenti durante tutto l’arco della vita del maschio che continuano a crescere con l’avanzare dell’età dell’esemplare.

Le corna si possono sicuramente definire come l’elemento distintivo di questa specie animale poiché esse hanno una forma ben precisa e particolare con un tipico andamento ricurvo fino ad arrivare in alcuni esemplari a formare quasi una specie di arco con una tendenza alla forma della spirale, tanto da renderle molto appariscenti e per questo motivo, molto ambite e ricercate come trofei di caccia. Esse sono molto robuste e possiedono uno spessore importante anche perché la loro funzione principale rimane quella di attirare le femmine durante il periodo dell’accoppiamento, di dimostrare ai potenziali avversari la forza e la potenza dell’esemplare e infine quella di combattere con altri contendenti in duelli che a volte possono essere molto cruenti da vedere, ma che molto raramente sfociano in danni permanenti per chi subisce la sconfitta. Il suono delle corna di due esemplari maschi che si scontrano risulta essere molto forte e udibile a distanze ragguardevoli.

Il muflone è un animale che svolge la maggior parte delle sue attività nelle prime ore della giornata, oppure quando il sole sta per tramontare, mentre durante le ore centrali, in particolar modo nella stagione estiva, preferisce riposare e non affrontare sforzi non necessari. Come tutti gli animali appartenenti alla sua famiglia anche il muflone fa la muta due volte all’anno nei mesi primaverili e nei mesi autunnali durante i quali il pelo si stacca dal corpo molto velocemente.

DOVE VIVE IL MUFLONE

Tutte le informazioni storiche che sono giunte fino ai nostri giorni fanno credere che il muflone in origine si sia diffuso all’interno dei territori prevalentemente montagnosi dell’Asia Minore, nelle zone che adesso fanno parte del sud della Turchia, della Siria, dell’Iraq e dell’Iran. 

Questo animale allo stato odierno invece, vive principalmente in zone circoscritte dell’Europa meridionale ed in particolare in alcune delle isole principali, ma è presente anche in alcune isole di minori dimensioni. Inoltre esistono popolazioni di minore entità lungo l’Appennino, nel Gargano, ma anche in Europa orientale e centrale e alcune specie endemiche nel Cile e negli Stati Uniti. Tuttavia il numero maggiore di esemplari si possono trovare in Sardegna (muflone sardo), in Corsica e nell’isola di Cipro. 

Tutte queste colonie sono state introdotte durante la storia dall’uomo e quindi si sono riprodotte e poi successivamente sviluppate durante l’arco dei secoli. Un esempio particolare ed interessante da questo punto di vista è sicuramente la popolazione presente sulla piccola isola dell’Asinara nel mar Tirreno, dove sono stati introdotti negli anni ‘50 del novecento all’interno della riserva naturale presente sulla piccola isola.

Qual’e il suo l’habitat naturale?

L’habitat naturale dove vive meglio il muflone è quello all’interno di zone collinari o di bassa montagna, ma nonostante questo quando è stato immesso anche in zone di montagna a quote più alte fino ai 1200-1300 metri, si è adattato in maniera naturale, purché esse non siano soggette ad un forte innevamento invernale che a causa della scarsa lunghezza delle zampe impediscono a questa specie di muoversi in maniera confortevole. Preferisce vivere in zone rocciose che si alternano a radure e pascoli ricchi di arbusti e strutture erbacee. Occupa abbastanza indifferentemente sia pascoli aperti dove può muoversi relativamente libero, ma anche boschi di latifoglie dove riesce comunque a trovare il cibo necessario alla sua sopravvivenza. È un mammifero particolarmente stanziale e quindi non nomade, si sposta quasi esclusivamente durante la stagione dell’accoppiamento per cercare nuovi compagni per procreare.

COSA MANGIA IL MUFLONE

Il muflone, in quanto appartenente alla famiglia dei bovidi e alla sottospecie dei ruminanti, fabbisogna principalmente di piante erbacee siano esse graminacee o leguminose, ma la sua dieta è composta anche da foglie, piccoli funghi, bacche di stagione, frutti e nelle zone più elevate in montagna anche di licheni. Gli esemplari adulti consumano circa 4,5 kg di cibo vegetale quotidianamente, ma possedendo una dieta molto varia e poco selettiva preferisce cibarsi delle specie più presenti nella zona nella quale si trova a pascolare. Questa sua caratteristica permette ai mufloni di non sottoporre ad un particolare stress i luoghi nei quali si è stanziato il gregge, anche perché essa varia molto in base all’altitudine e alle stagioni. La sua particolare dieta permette al muflone di sopravvivere tranquillamente anche in zone particolarmente aride come i climi tipici di alcune zone delle isole del Mediterraneo dove da secoli si è stanziato.

ORIGINI E STORIA DEL MUFLONE

Il muflone è una specie originaria delle zone montuose del Medio oriente e poi è stato introdotto in Europa meridionale circa 6000 anni fa ad iniziare dall’isola di Cipro, dalla Corsica e da lì in Sardegna, perché particolarmente adatto alla vegetazione e al clima delle isole mediterranee. Solamente verso la metà del secolo scorso questo mammifero è stato inserito in alcune riserve naturali all’interno del continente (Appennino, Alpi Marittime). Da queste piccole comunità il muflone si è riprodotto e spostato in altre zone con scarsa presenza umana e dove sono poco presenti i suoi principali predatori. Lo scopo iniziale di questa diffusione e reintroduzione era principalmente quello venatorio, in quanto l’esemplare maschio, grazie alle sue imponenti corna di forma spiroidale, è sempre stato un ambitissimo trofeo di caccia.

LA GESTAZIONE

Il periodo principale durante il quale questi animali si dedicano a trovare il partner adeguato è soprattutto quello invernale, in questi mesi gli esemplari maschi tendono ad isolarsi dal branco al quale appartengono per cercare di individuare delle femmine in età utile per procreare.

Attraverso questo meccanismo naturale la specie trova le modalità più adatte per portare avanti il corredo genetico migliore. Questo meccanismo porta inevitabilmente a degli scontri tra maschi adulti che servono a determinare chi tra loro potrà accoppiarsi con la femmina che è stata scelta. Questi scontri spesso sfociano in vere e proprie battaglie che si svolgono sia attraverso spinte e versi molto forti, ma soprattutto attraverso le imponenti corna a forma di spirale con cui essi danno vita a delle sfide molto cruente, ma solo raramente realmente pericolose per gli esemplari che vi partecipano e che possono al massimo riportare ferite superficiali, ma mai mortali.

Le femmine che sono state ingravidate si isolano dal branco per tutto il periodo della gravidanza che dura all’incirca 150 giorni al termine dei quali spesso viene partorito un solo piccolo, soltanto raramente si assiste a parti gemellari che però possono mettere a serio rischio la vita della madre. Gli esemplari di sesso maschile riescono in una sola stagione amorosa ad avere rapporti con più femmine in modo tale da poter assicurare la continuazione della specie, ma anche gli esemplari di sesso femminile possono avere più periodi durante i quali sono feconde.

I maschi adulti possono mettere in atto diversi tipi di strategie per ottenere i risultati aspettati, per esempio possono difendere una zona all’interno della quale cerca di attirare delle femmine, oppure mette in atto un pedinamento di un gruppo di femmine che cerca in seguito di attrarre e fecondare.