La caccia al Muflone

Il muflone è sempre stato un ambito trofeo di caccia e anche se nelle epoche precedenti esso poteva anche essere cacciato per le sue carni, in tempi moderni esso viene cacciato principalmente per essere fatto oggetto di trofei.

Storia e diffuzione

Le ricerche storiche hanno evidenziato come questo animale, appartenente alla famiglia degli ovini è stato introdotto all’interno del continente europeo dalle isole mediterranee, che sono sempre state il suo areale preferito e principale, all’incirca verso la metà del XVIII secolo.

Il protagonista di questa introduzione da altre zone è stato il principe Eugenio di Savoia che importò alcuni esemplari di mufloni dal giardino zoologico di Vienna e li liberò sulle Alpi piemontesi e francesi.

Da questi primi esemplari il muflone si è in seguito spostato, popolando gran parte dell’Europa continentale, sfruttando in particolar modo la sua grande adattabilità a diversi ambienti naturali a volte molto vari tra di loro sia per quanto riguarda il clima che per la vegetazione. In questo momento quindi esistono svariate greggi di mufloni in diversi stati europei partendo dall’Italia, passando per Austria, Germania, Slovenia, per arrivare fino a paesi dell’est Europa come Polonia e Russia.

L’adattamento climatico e la dieta molto varia, ma allo stesso tempo sempre ricca e adeguata, hanno permesso quindi un’ottima diffusione in vari ambienti naturali che possono variare dalla pianura fino all’alta montagna.

Zone e periodi di caccia

La caccia di questo mammifero può essere effettuata praticamente in tutte le zone dove esso è diffuso, ma essa è regolamentata rigidamente in base alle diverse leggi degli stati e della popolazione che frequenta un determinato luogo. In particolare nella maggior parte dell’Europa il muflone può essere cacciato a partire dal primo di agosto, mentre in Italia la stagione della caccia apre solitamente solamente il primo di ottobre.

La definizione precisa di questi periodi di caccia è fatta esclusivamente per poter controllare adeguatamente l’andamento della popolazione in un determinato areale, in quanto in autunno tutte le femmine hanno dato alla luce i loro piccoli e quindi si garantisce in questo modo un efficace controllo.

Tecniche di caccia al Muflone

Esistono principalmente tre tecniche di caccia al muflone differenti che vengono selezionate in base ai diversi ambienti naturali all’interno dei quali si ha intenzione di cacciare.

Queste diverse tecniche possono essere identificate come caccia “all’aspetto”, caccia “in cerca”, caccia “in girata” chiamata anche “guidata”. La tecnica di caccia definita “all’aspetto” consiste principalmente nell’effettuare degli appostamenti a distanza che possano mantenere libero il tiro su sentieri molto battuti dai greggi di mufloni che si spostano in continuazione.

È preferibile effettuare questa tecnica di caccia in un buon numero di cacciatori che può variare da tre a cinque e nelle prime ore del mattino oppure nelle ore serali quando questi animali si muovono maggiormente alla ricerca di cibo e di acqua.

Anche per questo motivo è utile posizionare sul territorio delle esche composte da fieno oppure da sale o acqua, verso le quali poter attirare gli esemplari che compongono il gregge precedentemente individuato.

È sempre molto importante considerare il fatto che i mufloni si muovono quasi esclusivamente in gruppo e avendo una vista e un olfatto particolarmente sviluppati i cacciatori devono appostarsi a una distanza adeguata sia per effettuare un tiro pulito, ma anche utile a non farsi individuare dagli animali. Per tutti i motivi elencati il cacciatore deve essere molto bravo e veloce ad effettuare il colpo altrimenti tutti gli esemplari si renderanno introvabili nel giro di pochissimi istanti.

Gli appostamenti in media vengono approntati a 100, 150 metri di distanza. Per questa tipologia di caccia di conseguenza è molto importante utilizzare una carabina molto precisa a medio lunga distanza che abbia la possibilità di effettuare un secondo colpo molto velocemente. Essa dovrà essere naturalmente dotata di un ottimo mirino ottico con il quale risulta molto più semplice centrare il colpo.

La tecnica di caccia definita “alla cerca” si basa principalmente sull’ausilio di cani che sono fondamentali per individuare i vari spostamenti dei greggi di mufloni in modo molto preciso e poco rumoroso. Essa è particolarmente efficace in ambienti boschivi maggiormente fitti, come la macchia mediterranea, che non permettono di effettuare degli appostamenti con delle linee di tiro libero e facile.

Di conseguenza le armi utilizzate in questa tecnica di caccia sono molto differenti da quelle precedenti, in quanto si ha bisogno di un’arma a canna corta con un calibro maggiore o a pallettoni molto utile ad abbattere l’animale da una distanza abbastanza ravvicinata.

La tecnica di caccia chiamata “alla girata” si differenzia semplicemente dalla precedente per una superiore conoscenza del luogo dove essa si effettua che permette ai cacciatori dopo aver individuato il gregge di indirizzarlo in alcuni luoghi maggiormente chiusi e con una linea di tiro particolarmente libera.

È utile segnalare inoltre anche un’ultima tecnica di caccia che viene utilizzata in particolar modo in alcune riserve di caccia spagnole, dove la vegetazione è particolarmente fitta e quindi risulta molto difficile utilizzare tutte le tecniche descritte precedentemente.

Essa è una tecnica molto tranquilla che si effettua praticamente in modo silenzioso senza l’ausilio dei cani, ma che di conseguenza presuppone un’ottima conoscenza del territorio e preferibilmente anche alcuni sopraluoghi che, fatti nei giorni precedenti, possono aumentare di gran lunga la percentuale di successo della stessa. Il gruppo di battitori non deve essere particolarmente numeroso per evitare di essere fiutati dagli animali e il successo finale di questa tecnica si basa sicuramente sulla buona coordinazione dei cacciatori e sull’ottima conoscenza del territorio.

In conclusione è importante ricordare come il muflone può trasformarsi in un animale sufficientemente pericoloso per cacciatori poco esperti, in quanto nei suoi esemplari maschi si possono incontrare tratti di aggressività molto accentuati in particolar modo quando si sentono in pericolo essi possono decidere di utilizzare le proprie imponenti corna per attaccare l’aggressore.

Inoltre gli esemplari maschi di taglia maggiore possono risultare particolarmente forti e resistenti anche a colpi di arma da fuoco non adeguata allo scopo ed è per questo motivo molto importante effettuare delle battute di caccia con un adeguato numero di cacciatori che possano in tal modo garantire un buon livello di sicurezza reciproco.

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