Il muflone asiatico

La storia di questo mammifero sotto certi aspetti unico e molto particolare, è decisamente legata al doppio filo con il continente asiatico ed in particolar modo alle zone dell’Asia Minore, dove si possono riscontrare le prime testimonianze storiche e dalle quali molto probabilmente il muflone si è successivamente diffuso in tutte le altre aree.

I primi reperti si possono far risalire addirittura a circa 10.000 anni fa nelle zone maggiormente desertiche e montuose dell’Asia centrale, ovvero l’odierna Armenia e Iran. Proprio a partire da queste zone molto probabilmente l’antenato del muflone è stato addomesticato dai popoli che abitavano la famosa mezzaluna fertile tra i fiumi Tigri ed Eufrate, oggi interamente compresi nei confini dell’Iraq.

muflone asiatico

Attraverso questa addomesticazione alcune specie di mufloni si sono lentamente trasformate in quelle che noi adesso identifichiamo con la pecora comune. Di conseguenza si può legittimamente affermare che tutte le varie specie di mufloni presenti sul pianeta sono strettamente legate a quello di origine asiatica.

Gruppi e sottospecie di muflone asiatico

A seguito di svariate ricerche gli studiosi naturalisti sono stati in grado di individuare due sottospecie di mufloni che, successivamente, hanno deciso di suddividere in ben otto gruppi diversi, riconoscibili tra di loro sia dalle diverse aree di popolamento, ma anche da alcune differenze visibili nella loro struttura e fisionomia.

Ovis orientalis

Una prima sottospecie denominata ovis orientalis è diffusa in maniera particolare sui monti dell’Armenia e più in generale del Caucaso, fino ad arrivare all’Iran nord occidentale. La popolazione di questa sottospecie è abbastanza buona dal punto di vista del numero di capi presenti. Essa inoltre può essere identificata rispetto alle altre grazie ad un diverso colore del mantello, in quanto spesso il pelo risulta di un colore rossiccio tendente al ruggine con gli esemplari maschi che nella maggior parte dei casi presentano una sella di colore più chiaro.

Il muflone del Laristan

Un’altra sottospecie degna di nota è il muflone del Laristan, che popola solamente alcune riserve naturali vicine alla città di Lar nell’Iran del sud, essa è la sottospecie di mufloni di dimensioni più piccole che esiste in natura, infatti il suo peso massimo riscontrabile negli esemplari maschi adulti è di solamente 35-40 kg, di molto inferiore a tutte le altre. Il suo habitat naturale inoltre è molto diverso dalle altre specie infatti essa vive all’interno di deserti molto caldi e con una vegetazione molto scarsa che tuttavia evidentemente non le impedisce la sopravvivenza.

Il muflone di Cipro

È inoltre utile sottolineare come una sottospecie molto antica come il muflone di Cipro che vive sull’isola mediterranea da molti millenni è in questo momento a grande rischio estinzione, in quanto verso la fine dello scorso millennio è stata falcidiata da una malattia che ha ridotto il numero di capi al di sotto del migliaio.

Urial

Il secondo grande sottogruppo di mufloni popola principalmente le aree che vanno dal Turkmenistan e Uzbekistan fino ad arrivare all’India occidentale e al Pakistan.

transcaspian urial
transcaspian urial

Questo sottogruppo è formato da diverse sottospecie alle quali è stato dato il nome di urial, per identificare tutti gli esemplari che possiedono alcune differenze fisiche riscontrabili in particolar modo nelle corna degli esemplari maschi, che tendono ad avere una lunghezza molto importante e una tendenza alla spiralizzazione molto elevata.

Questo grande gruppo di mufloni, come già specificato precedentemente, vive in zone orientali dell’Asia e anche per questo motivo si è adattato a dei climi molto particolari e abbastanza diversi da quelli nei quali prospera, per esempio, il muflone europeo. Gli urial vengono anche denominati pecore selvatiche della steppa, proprio perché si possono trovare in questo particolare ambiente naturale al quale si sono perfettamente adeguati.

Quali sono i i predatori del muflone asiatico?

I predatori principali dei sotto gruppi di mufloni asiatici sono soprattutto i lupi, gli sciacalli della steppa e i leopardi delle nevi che grazie alle loro grandi qualità di predatori cacciano molto sovente i greggi di mufloni presenti nelle loro zone.

I mammiferi carnivori citati precedentemente utilizzano delle diverse strategie di caccia e mirano a diversi tipi di preda, ma tutti non disdegnano di catturare i mufloni, rimanendo in tal modo una delle principali minacce alla prosecuzione di questa specie.

Scopri il suo Habitat

I mufloni asiatici preferiscono vivere in praterie di montagna, sui grandi altipiani dell’Asia centrale, dove riescono ad ottenere tutte le risorse necessarie al loro sostentamento e alla loro riproduzione, anche se i greggi di questo mammifero non coprono un’area molto importante, ma sono relativamente stanziali e molto raramente si incontrano all’interno della stessa zona.

Tuttavia i gruppi di mufloni si sono adattati anche a zone di montagna fino ai 3000 metri, purché esse non siano soggette ad un forte innevamento, perché esso non permetterebbe a questi animali di muoversi abbastanza liberamente e velocemente a causa della lunghezza non troppo importante delle zampe dei mufloni.

La diversificazione del codice genetico e di conseguenza la prosecuzione della specie in maniera ottimale è garantita dalle usanze sociali dei mufloni. Infatti durante il periodo degli amori i maschi adulti si staccano dal proprio gregge di appartenenza e vagano alla ricerca di femmine in calore appartenenti ad altri gruppi per poter cercare di ingravidarle.

È questo il motivo principale per il quale rimane fondamentale mantenere un certo numero di greggi all’interno della stessa zona in modo tale da poter permettere a questi animali di mantenere le loro usanze sociali importantissime per garantire la prosecuzione della specie.

Lo stato di conservazione del muflone asiatico

Oltre ai predatori naturali il muflone è minacciato in tutte le aree dalla continua diminuzione degli habitat naturali all’interno dei quali questa specie si è sviluppata e ha prosperato. In particolare l’aumento dei territori adibiti all’agricoltura e all’allevamento intensivo hanno inevitabilmente eroso gli ambienti maggiormente selvaggi che predilige il muflone, quindi questo animale progressivamente è stato costretto a ritirarsi in zone meno antropizzate e meno trasformate dall’attività umana.

Questa è la causa principale per la quale alcune specie di muflone si sono progressivamente adattate a zone di montagna poco soggette all’agricoltura intensiva, modificando anche la dieta che si è lentamente trasformata passando da una formata da vegetali di prato a ghiande e erbe di montagna.

Tuttavia è doveroso segnalare come in alcune zone limitate l’eccessivo numero di capi di questo mammifero ha provocato dei problemi di sovrapascolo e di erosione delle risorse vegetali presenti.